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SACRE ICONE: la Collezione Giordano-Scalvi


È con orgoglio che presentiamo alla Città di Chiari e agli appassionati di icone una splendida mostra (apertura: da fine febbraio a dicembre 2017) di sacre immagini dei secoli XV-XIX: la “Collezione Giordano-Scalvi”. Costituita di 61 icone, è stata ereditata nel 2012 dalla Fondazione Biblioteca Morcelli-Pinacoteca Repossi per lascito testamentario della signora Liliana Giordano Scalvi. Si tratta di opere varie per scuola iconografica, qualità formale, tipologia, epoca, dimensioni e tecnica. La maggior parte (49) sono opere di iconografi russi: l'anima russa infatti ha fatto propria quest'arte, elevandola alla massima espressione religiosa e spirituale, popolare e mistica insieme. Provenienti dalle Scuole iconografiche della Russia moderna (con tavole realizzate a Mosca, San Pietroburgo, Palech, Guslicy, Mstera, Pskov, Choluj e nelle regioni “provinciali” della Russia centrale e sud-occidentale), sono tuttavia presenti anche un’icona cretese, tre della Grecia continentale, due della Bulgaria, tre dell’Ucraina e tre della Bielorussia. Solo un’icona è “scritta” a smalti su metallo, tutte le altre sono su tavola lignea (alcune ricoperte di velluto), dipinte a tempera all’uovo (44), a tempera grassa (6) e a olio (11). Numerose sono impreziosite da splendidi rivestimenti (rize e oklad) risalenti ai secoli XVII-XX in argento cesellato e sbalzato, spesso ornato con smalti, gemme, pietre dure, vetri colorati, perline iridescenti e, talvolta, anche con tessuti di seta e fili d’oro: queste coperture, nate per proteggere il dipinto, sono diventate nel tempo veri capolavori dell’arte orafa, con punzoni dei maestri argentieri, ma anche dell’“assaggiatore”, esperto nel riconoscere il pregio dei metalli usati e il loro “titolo”. Le icone sono presentate in un unico percorso-allestimento, discretamente in penombra, che rimanda all’atmosfera raccolta e velata delle chiese ortodosse ed allude all’essenza sacrale che le icone conservano. Le vicende e le “immagini” si snodano seguendo il filo rosso dei racconti biblici e dei contenuti devozionali propri della liturgia cristiano-ortodossa. Presenza viva di intensa spiritualità, ogni tavola fa rivivere l’aura sacra dei passaggi rituali che caratterizzano non solo le chiese, ma anche i viaggi, le strade, gli ingressi dei villaggi, le case (dove le icone sono venerate in una sorta di cappella domestica: l’angolo bello) e i momenti salienti dell’esistenza (nascita, matrimonio, morte…). Visitare la mostra, accolti dall’oro raggiante del Cristo Pantocratore, è introdursi in uno spazio non solo artistico, ma soprattutto sacro che, dalle icone dei Santi, degli Angeli, della Madre di Dio e delle “icone delle feste e dei calendari-memoriali ci eleva, quasi si percorresse in ascesa la navata del tempio ortodosso, all’iconostasi che introduce allo spazio del Sacrificio (il Sancta Sanctorum).

 

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