Un sito "archeologico - bibliografico":
La biblioteca Morcelli di Chiari
La biblioteca Morcelliana si è costituita
attorno al lascito di 2.358 opere di Stefano Antonio Morcelli,
avvenuto nel 1817 a beneficio del collegio clarense, retto
allora dalla Congregazione di carità. Nell'attuale
sede, il salone che ospita la libreria venne eretto dall'architetto
Vigliani e conserva l'impianto biblioteconomico voluto dal
fondatore. Le opere infatti sono divise in sedici classi,
più quattro di testi miscellanei, specchio degli interessi
di un erudito ecclesiastico, che fece esperienza come bibliotecario
presso la potente e ricca famiglia Albani di Roma. Aperta
nel 1822, attualmente la biblioteca consta di circa 70.000
volumi, tra cui 55 incunaboli, un migliaio di cinquecentine,
migliaia di edizioni dei secoli XVII-XVIII; un migliaio i
manoscritti, pergamene e documenti notarili dei secoli XII-XVIII.
Tutto il patrimonio è entrato per aggregazione di diverse
donazioni, fatte da privati e con il trasferimento di librerie
conventuali. Tra i numerosi lasciti segnaliamo in ordine cronologico:
1833 don Antonio Faglia; 1843 don Tommaso Begni (1.382 opere,
gran parte delle quali recano nel verso delle coperte note
di rarità e pregio e dimostrano che, oltre a essere
stato il primo bibliotecario, Begni fu anche un attento studioso
e buon bibliofilo); Lodovico Ricci (canonico e letterato clarense
noto per il suo prezioso carteggio con alcuni dei maggiori
intellettuali della seconda metà del Settecento e primi
anni dell'Ottocento); 1854 Pietro Repossi; 1856 don Vincenzo
Ghidini; 1871 biblioteca del convento della Badia di Brescia;
1877 biblioteca del Convento dell’Annunciata di Borno;
1877 don Faustino Bocchi (1.355 opere, secondo bibliotecario
della Morcelliana anch'egli raccoglitore di pubblicazioni
di pregio); 1878 don Vincenzo Frattini; 1888 senatore Ferdinando
Cavalli, economista e studioso di dottrine politiche (3.000
opere più circa 6.000 opuscoli); 1914 monsignor G.B.
Rota (vescovo di Lodi, storico clarense che lasciò
tutta la sua raccolta e lo stesso fece la sua famiglia); 1933
Bernardino Varisco, filosofo, professore, scrittore (3.600
edizioni e oltre 2.000 lettere); 1953 filosofo Adolfo Faggi;
1967 don Giuseppe Grazioli; 1974 avv. Paolo Scarpetta; 2000
parte della biblioteca Collegio salesiano di Fiesco (CR);
2000 Ione Belotti dona il fondo don Luigi Funazzi (ca. 7000
volumi); 2001 Grazia Parinetto dona la biblioteca del fratello,
il filosofo Luciano Parinetto, circa 7000 volumi. Da questo
sintetico elenco è facile comprendere come la Morcelliana
racchiuda in sé una sorta di sito "archeologico
- bibliografico", ricco di preziose informazioni sulla
cultura, sul gusto e sulle scoperte dei tempi. I fondi rivelano
gli interessi dei possessori: così riuniti, fanno emergere
un aspetto enciclopedico, con particolare approfondimento
per la teologia, storia, letteratura, arte, scienze, giurisprudenza,
economia, filosofia. La biblioteca si caratterizza anche per
il notevole numero di libri antichi, edizioni rare e di pregio,
che da circa due secoli sono a disposizione di studenti, studiosi
e ricercatori, e la collocano in ambito provinciale al secondo
posto, storicamente, per un "servizio pubblico"
dopo la Queriniana di Brescia. libri sono distribuiti in nove
sale, e collocati prevalentemente seguendo un ordinamento
di tipo bibliometrico, eccetto il fondo Morcelli, diviso per
materia e il fondo Moderno, oltre 2.000 volumi, quasi tutto
classificato con il sistema decimale Dewey. |