È finalmente giunta nel salone Morcelli, dopo un difficile restauro, una splendida pergamena donata da Anna Maria Bonomelli alla Fondazione Biblioteca Morcelli-Pinacoteca Repossi. I Clarensi da tempo conoscono la munificenza dei fratelli Bonomelli, Anna Maria, Marisa e Mario, che già hanno arricchito la pinacoteca Repossi di una pregevole scultura in marmo rosa di Candoglia di Pietro Repossi, raffigurante la loro mamma Giuseppina Laganà Guidetti, e di un merviglioso olio su tela attribuito a Tiziano: l’Ecce homo.
Anna Maria ha voluto donare a fine 2008 una pergamena ereditata dallo zio, l’avvocato Emilio Bonomelli.
L’opera, dipinta ad acquerello ed inchiostro su pergamena di grandi dimensioni (755 x 535 mm), racchiusa in cornice settecentesca dorata con oro zecchino in foglia, raffigura:
Veduta di Castello: in lontananza, in alzata e in pianta
ed è attribuibile alla II metà sec. XVII.
Il castello, posto sulla collina che si affaccia sul lago Albano, si apre alla vista della campagna romana, ricca di vigne e di verde.
La pergamena apparteneva all’avvocato Emilio Bonomelli, gentiluomo di Sua Santità, direttore per circa quarant’anni delle Ville pontificie di Castelgandolfo sotto quattro papi (fino a Paolo VI, di cui era amico).
Ereditata da Anna Maria Bonomelli, nipote dell’avvocato, l’opera versava in cattive condizioni per cui è stata sottoposta (2009) ad accurato e complesso restauro presso lo Studio Carta di Laura Chignoli. Ammirando la pergamena, non si può non ricordare che l’avvocato Emilio Bonomelli è autore dell’Opera I Papi in campagna (G. Casini, Editore, Roma 1953), di cui la Biblioteca Morcelliana possiede copia nel Fondo Funazzi (Sala VII – F.II.22).
Bonomelli descrive con vivacità e annotazioni personali la vita e la storia dei papi a Castelgandolfo da quando il Cardinale Maffeo Barberini, divenuto papa con il nome di Urbano VIII (l623-1644), lo scelse come residenza estiva, facendo riadattare la vecchia rocca Gandolfì-Savelli allo scopo di provvedere ancora che i Papi avessero comodità di villeggiare nei propri palazzi, non parendogli conveniente di valersi delle case altrui. Il libro di Bonomelli descrive la quotidianità dei pontefici in vacanza, i loro impegni nell’abbellire le ville e nell’aiutare gli abitanti della cittadina, cpon aneddoto spesso divertenti e sconosciuti.
Da quattro secoli l'antico borgo di Castel Gandolfo ha il privilegio di divenire ogni anno, per qualche mese, il centro della Cristianità. Una lapide, voluta da Paolo VI, ricorda a Palazzo Barberini l’impegno di Emilio Bonomelli presso le ville pontificie che “riportò al primitivo splendore, facendole restaurare dopo le funeste vicende della guerra”. La pergamena, che ora possiamo ammirare a Chiari, è un documento unico e prezioso, che ci permette di ricostruire il paesaggio della villeggiatura dei Papi, alle sue origini.
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