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Particolare del soffitto del piccolo salone
Particolare del soffitto del piccolo salone
Particolare del soffitto del piccolo salone
Particolare del soffitto del piccolo salone
Particolare del soffitto del piccolo salone
Particolare del soffitto del piccolo salone
Particolare del soffitto del piccolo salone
Particolare del soffitto del piccolo salone

BUONA   NAVIGAZIONE !


Il restauro conservativo ed estetico da eseguirsi
sulle decorazioni murali del soffitto carenato del Salone morcelliano

Il soffitto del piccolo salone, che raccolse la biblioteca di Stefano Antonio Morcelli e che fin dal 1822 venne aperto a pubblico, è decorato a mezzo fresco con opere di gusto prettamente neoclassico, caratterizzate da colori pastello a velatura su toni del grigio, del lilla e del verde acido.
La decorazione è scandita da un susseguirsi di vele che sormontano le sei finestre a semicerchio disposte in pari numero sui lati nord e sud. I lati est e ovest, più corti, sono entrambi caratterizzati da due vele sempre sui toni del verde acido, arricchite da stilizzazioni fitomorfe, con l’effetto, ormai sbiadito, di voler ricreare degli stucchi in marmorino. Gli spazi che intervallano tutte le vele sono caratterizzati da decorazione fitomorfa su fondo grigio e sui toni del bianco-panna. Tutta la decorazione si raccorda al centro in un grande sfondato suddiviso in tre riquadri di cuyi due sono ancora arricchiti dall’allegoria delle scienze geografiche e geometriche in un’elaborazione a monocromo su fondo lilla.
Tutto il soffitto è caratterizzato da un leggero strato di polvere; notevoli i danni causati dall’infiltrazione di acqua piovana dal tetto; in più punti vi sono gore di dilavamento con esfoliazione dell’intonachino superficiale. Su tutta la metratura sono presenti numerose fessurazioni di assestamento.

Fasi del restauro:
1. Fissaggio localizzato, limitato alle sole zone in cui si evidenziano fenomeni di decoesione del colore tramite nebulizzazione di idrossipropilcellulosa tipo KLUCEL G al 3% in soluzione acquosa;

2. Pulitura della superfìcie pittorica con rimozione dei depositi di polvere e nero fumo tramite pennelli, spugne WISHAB alla glicerina tipo duro e aspirapolvere;

3. Risanamento della policromia e dell'intonaco in presenza di effluorescenze saline tramite spolveratura con pennelli delle solfatazioni, applicazione di ripetuti impacchi di acqua demineralizzata eseguiti con polpa di carta, previa frapposizione di carta giapponese fino al completo risanamento degli intonaci;

4. Rimozione delle ridipinture cromaticamente alterate e delle alterazioni cromatiche, come dalle gore che hanno provocato aloni bruni dovuti all'assorbimento della lignina presente all’interno dei travi e delle arelle del tetto a stretto contatto con l’intonaco decorato, causate da dilavamenti e assorbimenti di acqua piovana, tramite impacchi e spugnature eseguite con soluzione satura di bicarbonato d'ammonio seguiti da risciacqui con acqua demineralizzata;

5. Fissaggio localizzato, limitato alle sole zone di sollevamento del colore, con effetto a scaglie, tramite stesura a pennello o iniezioni di idrossipropilcellulosa tipo KLUCEL G al 3% in soluzione acquosa previa frapposizione di carta giapponese e iniezioni di acqua e alcool denaturato in rapporto 1:1;

6. Consolidamento dell'intonaco nel caso di distacchi strutturali interni eseguito tramite
iniezioni a base di calce idraulica Lafarge, carbonato di calcio e materiali inerti a basso peso specifico con caratteristiche di igroscopocità in diluizioni e proporzioni da verificare secondo l'entità delle eventuali sacche di distacco;

7. Rimozione delle vecchie stuccature eseguite in modo grossolano e con materiali non idonei tramite scalpellatura eseguita manualmente.

8. Stuccatura delle lacune di intonaco, delle crepe e delle piccole fenditure tramite impasto a base di sabbia fine, carbonato di calcio e calce idraulica Lafarge secondo la composizione della muratura originaria (rapporto inerti/legante 3:1);
9. ritocco delle stuccature e delle abrasioni tramite acquerelli e pigmenti in polvere, stemperati in acqua di calce addizionata di Primal AC 33 all’1% secondo le disposizioni della D.L.



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