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Un gioiello unico in tutta la provincia di Brescia!

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
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BUONA   NAVIGAZIONE !

 

Finalmente completato il grande progetto di Catalogazione e valorizzazione del
PREZIOSO E SCONOSCIUTO PATRIMONIO DI ICONE ANTICHE
ereditato dalla signora Liliana Giordano Scalvi

Le icone legate alla Pinacoteca Repossi
L’Erezione di inventario di eredità riferito alla sostanza relitta dalla signora Liliana Giordano, annovera, fra i Beni legati in eredità alla Fondazione Biblioteca Morcelli-Pinacoteca Repossi, una collezione di sessantadue icone, provenienti dai territori slavi e tipiche della chiesa cristiano-ortodossa. La collezione, che copre i secc. XV - XIX, presenta opere di varie dimensioni e di vari temi, rappresentative della spiritualità e profondità teologica della Chiesa cristiano-ortodossa: ecco le icone dedicate al Cristo Pantocrator e alla Sua vita, alle Storie dei Santi, alle Feste liturgiche e alla Madre di Dio. Quasi tutte le opere sono tavole lignee, dipinte a tempera all’uovo, con colori minerali brillanti, “classici” dell’iconografia: il rosso e il blu degli abiti di Cristo e della Vergine Maria, il marrone e l’ocra dei volti e dei grandi occhi irradianti la profonda spiritualità dei Santi, la foglia d’oro dello sfondo, simbolo della Luce divina. La maggior parte delle icone proviene probabilmente da abitazioni private degli ortodossi, di cui accompagnano il corso dell’intera vita: dalla nascita al matrimonio; dalla guerra ai viaggi. Una ventina di opere, di grandi dimensioni, appartiene invece all’uso liturgico nella chiesa, occupando lo spazio ben definito dell’iconostasi a più ordini che chiude completamente l’area sacra dell’altare. Molte icone sono rivestite da ricchissime rize, in argento e oro, cesellate o a sbalzo, ornate di perle, gemme e pietre preziose.
L'inventario risultava assai generico e impreciso: era un semplice elenco, senza alcun riferimento alle scuole iconografiche, all'area di provenienza, alla datazione ( i secoli sono solo indicativi di una “possibile” attribuzione cronologica), alla titolazione, al supporto e alle tecniche.
La NON conoscenza storica, cronologica e artistica, NON permetteva che le icone potessero trovare un'adeguata e permanente esposizione museale né che venissero esposte per mostre e/o prestate ad altri musei. Il Consiglio di Amministrazione ha pertanto deliberato di procedere alla catalogazione e alla documentazione fotografica di ciascuna opera, grazie anche ad un contributo finanziario di 4.000,00 euro dalla Regione Lombardia.

La CATALOGAZIONE con una scheda, didascalica e tecnica, di 62 icone , strutturata secondo le voci SIRBeC ha definito:
• Soggetto
• Descrizione del soggetto
• Notizie storico-critiche
• Stato e/o regione di provenienza
• Epoca con precisione del quarto di secolo
• Misure
• Tecnica esecutiva pellicola pittorica
• Supporto
• Tecnica esecutiva supporto
• Stato di conservazione

Se copresente, la riza è stata rimossa per la verifica della completezza pittorica e per determinare lo stato di conservazione della tavola pittorica.
Per la riza è stata specificata la tecnica ed, in caso di argento, si è svolta la ricerca di: titolo, provenienza, saggiatore, argentiere e craftsman.
Al lavoro di catalogazione si è associato, in contemporanea, quello del fotografo professionista che ha garantito un’ottima qualità nella ripresa delle opere d’arte.
Questo duplice studio, catalografico e fotografico, in contemporanea, ha consentito di movimentare le opere una sola volta.
Per ogni icona con copertura in argento è stata effettuata una documentazione:
- Fronte tavola con copertura
- Fronte tavola senza copertura
- Riza con dettaglio dei punzoni
- Retro tavola

Per icone “semplici” , senza copertura
- Fronte tavola
- Retro tavola
- Particolari e dettagli importanti

Al lavoro di ripresa fotografica, è seguita la POSTPRODUZIONE:
- Gestione digitale
- Calibrazione cromatica
- Esportazione e salvataggio, sia per utilizzo digitale che per stampa da file

La catalogazione SIRBEC permette inoltre che ogni scheda, con riproduzione fotografica ad alta risoluzione delle icone, sia visibile e leggibile nel sito regionale
www.lombardiabeniculturali.it


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