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Tre esempi di mappe dell'opera "Atlante novissimo", Venezia 1782

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Preziosi atlanti

Nel mese di maggio la Biblioteca Morcelliana ha ricevuto un'importante donazione consistente in quasi 400 volumi, fra cui si segnalano alcuni importantissimi atlanti illustrati dei secc. XVIII-XIX. Si tratta di opere rare, preziose e di indiscutibile fascino, giunte in Biblioteca in ottimo stato di conservazione.
Ecco i dati di alcuni dei preziosi volumi:

autore

titolo

città

anno

Zuccagni-Orlandini Attilio

Atlante illustrativo ossia raccolta dei principali monumenti antichi, del medio evo e moderni e di alcune vedute pittoriche, voll. 3

Firenze

1845

Zuccagni-Orlandini Attilio

Atlante geografico degli stati italiani delineato sopra le migliori e più moderne mappe per servire di corredo alla corografia fisica storica e statistica dell'Italia, voll. 2

Firenze

1844

Atlante novissimo

Atlante novissimo, illustrato ed accresciuto sulle osservazioni, e scoperte fatte dai più recenti geografi, voll. 4

Venezia

1782

Rossi Luigi

Nuovo atlante di geografia universale in 52 carte. Compilazione ridotta ad uso degl'italiani, riveduta ed ampliata per opera del cav. Luigi Rossi

Milano

1820

Dufour A. - Duvotenay

Atlas de l'histoire du consulat et de l'empire dressé et dessiné sous la direction de M. Thiers par MM. A. Dufour et Duvotenay. Gravé sur acier par Dyonnet

Paris

1859

D'Azeglio Roberto

La Reale Galleria di Torino illustrata da Roberto D'Azeglio direttore della medesima . ridotta dalla I.edizione dedicata a S. M. Vittorio Emanuele II re d'Italia

Torino

1867

D'Azeglio Roberto

La Reale Galleria di Torino illustrata da Roberto D'Azeglio direttore della medesima . ridotta dalla I.edizione dedicata a S. M. Vittorio Emanuele II re d'Italia

Torino

1867

Chatelain Henri

Atlas historique ou nouvelle introduction a l'histoire, à la chronologie & à la geographie ancienne & moderne; représentées dans de nouvelles cartes . par M.r C. *** avec des dissertations sur l'histoire de chaque etat, par m.r Gueudeville. Voll. 7

Amsterdam

1714-1721

Chatelain Henri

Atlas historique ou nouvelle introduction a l'histoire

Roma

1828


I colori del libro antico

Quando si entra in una biblioteca di conservazione, ciò che subito colpisce sono i dorsi dei volumi, impreziositi da decori e dorature.
Se poi si cura una mostra di libri antichi, se ne valorizza quasi sempre il contenuto, l’illustrazione e, talvolta, la legatura. Raramente le antiche edizioni sono esposte per dare al pubblico la possibilità di ammirare una loro interessante peculiarità: i colori.
Tuttavia chi ha la fortuna di aggirarsi nelle sale e nei depositi delle biblioteche storiche, o di consultare parecchio materiale scritto o stampato a mano, sa che molto spesso i volumi, specialmente quelli legati o rilegati tra la fine del XVII e la metà del XIX secolo, sono arricchiti non solo da pelli e dorature, ma anche con carte splendidamente colorate, per ottenere le quali sono state applicate tecniche diverse, che si possono raggruppare in quattro grandi categorie:
1 - carte dorate e argentate
2 - marmorizzate
3 - silografate
4 - a colla.

1) Le carte dorate
Le carte dorate furono prodotte inizialmente ad Augsburg a partire dagli ultimi anni del XVII secolo ed hanno avuto il loro maggiore centro di produzione, oltre che in Germania, anche in Italia a Bassano del Grappa, grazie alla famiglia Remondini. Le carte dorate erano un prodotto costoso e per gli stampatori costituivano una notevole fonte di guadagno, ma anche di prestigio: ciò spiega perché sovente sui fogli venissero riportati privilegio di stampa e nome dello stampatore.
Il problema dell’alto costo dei metalli nobili venne superato sia con l’uso di sfoglie ad alta percentuale di rame, bronzo o stagno sia con la tecnica dell’applicazione a pennello di polveri di metallo legate da una soluzione adesiva gommosa; questa veniva lasciata asciugare e poi il lato trattato della carta veniva lisciato con una pietra focaia o con una bacchetta d’osso per aumentarne la lucentezza
In base alla tecnica usata per la doratura le carte si suddividono in tre tipi fondamentali:

* a superficie liscia: a metallizzazione uniforme, priva di decorazione, come le carte dei cioccolatini;
* bronzefirnispapier: dorata silografata, non a rilievo, ottenuta da matrice di legno, spesso incisa con motivi fitomorfi;
* goldbrokatpapier: dorata goffrata (a rilievo), da matrice in rame, la cui decorazione a rilievo imita quella dei broccati e dei tessuti damascati.

2) Carte marmorizzate
Le carte marmorizzate si affermano con grande successo in tutta Europa a partire dagli ultimi decenni del Seicento.
Uno dei principali studiosi che ne ha divulgato il segreto di produzione è stato Athanasius Kircher con l’opera Ars magna lucis et umbrae, fondatore anche del museo romano omonimo, nel quale Stefano Antonio Morcelli ha prestato per alcuni anni la sua collaborazione in qualità di prefetto.
Stabilire il luogo produzione di una carta marmorizzata antica (ma anche di tutte le altre tipologie, quando non firmate) è assai difficile. Si può riscontrare maggiore o minore virtuosismo tecnico o l’uso sapiente dei colori; quindi ogni altra attribuzione può risultare piuttosto generica. Altri criteri possono essere l’analisi della filigrana della carta e la conoscenza del luogo di stampa del libro legato con quel determinato foglio; bisogna però porre grande attenzione alle rilegature dei volumi, che spesso sono avvenute in tempi successivi alla stampa e in luoghi diversi. Per ottenere la carta marmorizzata si adopera una cassetta di metallo di grandezza idonea, in cui si versa acqua con aggiunta di una sostanza addensante, come gomma arabica; sopra questa soluzione si lasciano cadere i colori a tempera, oppure a olio o tipografici ai quali si aggiunge prima e/o dopo fiele di bue, che serve per tenere separati i colori tra di loro e lasciare quindi il bianco del foglio. Il metodo di marmorizzatura tradizionale si basa sul fatto che l'acquerello (miscelato con fiele di bue) galleggia sulla superficie di un liquido colloso un tempo fatto con licheni d'Irlanda Successivamente con l’ausilio di bastoncini, pettini e altri utensili si dispongono le macchie di colore e/o si creano disegni particolari; dal foglio adagiato sulla superficie dell’acqua, si asporta quindi lo strato di colore in eccesso; viene poi steso ad asciugare per essere lucidato e quindi pronto per l’uso. Si ottengono carte marmorizzate policrome o monocrome che, a seconda del loro tipo di decorazione, sono definite
pettinate,
pavonate
ondate,
a chiocciola,
a marmo semplice o naturale
a capillari
caillouté (a sassolini)


3) Carte silografate (o xilografate)
La produzione di carta decorata a silografia si avvale di matrici di legno incise, di un torchio da stampa e di fogli di carta.
Inchiostrata la matrice, preparato il foglio, pressato al torchio, dopo una prima asciugatura, si passa poi alla coloritura, che viene eseguita o con altre matrici o con pennelli, o a maschera per mezzo di cartoni traforati.

4) Le carte a colla
policrome o monocrome, hanno avuto grande diffusione e fortuna, soprattutto in legatoria. L’esecuzione è assai semplice, ma necessita comunque di sicurezza, rapidità e sensibilità cromatica ed artistica.
La tecnica basilare consiste nel mescolare i colori con della colla e stenderli sul foglio con l’ausilio di strumenti come spazzole, spugne, pennelli, pettini, bastoncini, oppure con le mani stesse; poi la superficie viene disegnata e lavorata.
A seconda dell’effetto ottenuto queste carte vengono definite: spugnate, tartarugate, spruzzate, zigrinate, a tinta unita.

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