La "martiromania" nella tarda età moderna.
Il fortunato caso di Sant'Agape di Chiari

«Do you have any doubts? Well, keep it to yourself». Quando don Luigi Moletta pose una poesia di Trilussa a conclusione del suo piccolo saggio su sant’Agape mai avrebbe immaginato che sarebbe diventata il titolo di un convegno all’Università di Anversa. «Ciai quarche dubbio? Tientilo per te. / La fede è bella senza li “siccome” / senza li “come” e senza li “perché”». Così scriveva Trilussa e don Moletta poneva questi versi a sigillo della sua ricostruzione storica sulla Santa diventata nostra patrona. Quel monito, con un pizzico d’ironia – al contrario, lui indaga sui come, i siccome e i perché -, è stato scelto da Leonardo Rossi, brillante ricercatore presso la prestigiosa università belga, come provocazione per uno studio che sta svolgendo da anni e i cui risultati saranno presentati a Chiari il pomeriggio di sabato 3 febbraio 2024.

Il convegno citato all’inizio con il titolo in inglese si è tenuto in aprile a Gothenburg, e da allora la nostra Agape è in tournée per l’Europa. L’ultima tappa a Torino. Ora finalmente a Chiari. La giovane donna romana, martirizzata tra i primi cristiani, sepolta nelle catacombe e donata da papa Pio VI all’amico Stefano Antonio Morcelli, è diventata uno dei simboli della devozione popolare, attorno alla quale sta fiorendo un interessante dibattito non solo nel mondo ecclesiale. Diceva infatti il sottotitolo di quel convegno: «Ecclesiastical debate, historical revisionism, and popular devotion to the early Christian martyrs in the 19th and 20th centuries». Dibattito ecclesiastico, revisionismo storico e devozione popolare intorno ai primi martiri cristiani nel XIX e XX secolo. Questo il contesto della ricerca che sta svolgendo Leonardo Rossi. Originario della Franciacorta, approdato ad Anversa dopo un passaggio a Firenze dove si è laureato in Storia, Rossi ha posto studio e attenzione alle figure della santità femminile. Così ha incontrato la martire che il Morcelli portò a Chiari nel gennaio del 1796, con grande e commossa partecipazione, per farne una patrona della nostra città. La ricerca ha scandagliato documenti e archivi, dal Vaticano alla nostra parrocchia, e ovviamente le carte di Stefano Antonio Morcelli depositate presso la Fondazione clarense.

 

L’incontro con lo studioso permetterà di ripercorrere la storia di Agape, il suo cammino verso Chiari e come la devozione popolare sia cresciuta al punto che da più di due secoli quasi ogni famiglia clarense ha voluto battezzare col suo nome una figlia. E come il “fenomeno” inquadri Chiari in un contesto di respiro europeo. Lo studio è carico di interessanti sorprese, per l’impostazione storica, sociale e di costume ancor più che per il risvolto religioso. L’appuntamento con Agape – santa è bella, come dice l’inno che i clarensi le hanno dedicato – è per sabato 3 febbraio, alle ore 16:00, nell’Auditorium “Flavio Riva” della Fondazione Morcelli-Repossi in via Varisco 9. Segnatevelo. Anzi, per dirlo con lo spirito internazionale dell’incontro, «Save the Date».